Verba volant, scripta manent, rete evanescit , et Wikipedia?
Oggi le tavolette cuineiformi in creta, vecchie di 7000 anni, sono ancora utilizzabili e conservano le loro informazioni, ma forse fra cent'anni non sarà più possibile accedere ai documenti che oggi leggiamo in rete.
In questi giorni fa rumore uno studio, elaborato dal Pew Research Center, da cui risulta che il 38% , ossia poco più di un terzo, delle pagine WEB che esistevano nel 2013 non sono più accessibili, da cui l'estrapolazione che nei prossimi decenni scomparirà gran parte di quanto è stato pubblicato in rete dalla sua nascita.
Diciamo subito che per un wikipediano la novità della notizia è pari a quella dell'acqua calda che bolle a 100°C, per il semplice motivo che, essendo impegnati quotidianamente con la ricerca di fonti in rete e revisione/miglioramento delle voci, la malaugurata scoperta che una fonte online, utilizzata qualche anni fa, non sia più disponibile e non rintracciabile è purtroppo un fatto all'ordine del giorno.
Al punto che è stato persino previsto un avviso di url morto quando si scopre che il link ormai è divenuto inesistente, oppure viene indicato che il collegamento è interrotto.
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| Indicazione che il link a questo pagina del sito comboniano è morto |
Hic manebimus optime
Le pagine online scompaiono per svariati motivi, tra cui:
- Scomparsa del sito ove erano pubblicate per sua chiusura, causa motivi economici o perdita di interesse verso lo stesso da parte di chi lo gestiva, come la chiusura del sito di Encarta da parte di Microsoft, quando ormai la sua enciclopedia faticava a reggere la concorrenza con Wikipedia.
- Chiusura del server in cui erano presenti, come è capitato per tutto quanto era ospitato in GeoCities, chiuso nel 2009 e a Google+ chiuso nel 2019.
- Ristrutturazione/rifacimento del sito, cambio di proprietà, e/o incorporazione dello stesso in un altro sito, senza il mantenimento di quanto precedentemente pubblicatovi in un archivio digitale.
- Incidente tecnico, o disastro (come un incendio) al server che ospita le pagine e assenza di un backup completo dei dati.
Tuttavia lo scopo di Wikipedia è quello di rimanere, anzi Hic manebimus optime: siamo qui per restare, ed ovviamente si intende rimanere con voci di qualità e fontate, da qui il tema della conservazione delle fonti.
Fortunatamente la rete fornisce anche l'escamotage per conservare le pagine online a rischio di scomparsa.
Esiste infatti una soluzione per prevenire la scomparsa di queste fonti: è quella di creare una copia della pagina WEB di interesse nell' Internet Archive , ed è quanto viene fatto , purtroppo non sistematicamente, per molte voci dell'enciclopedia.
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| Estratto delle note e link alle fonti online per la voce dello Terremoto e maremoto dell'Oceano Indiano del 2004 |
Il salvataggio di gran parte delle fonti ha permesso il mantenimento in lettura delle fonti giornalistiche per la voce di Wikipedia a distanza di 20 anni dalla catastrofe che ha sconvolto le coste dell'oceano indiano.
Questa soluzione tuttavia al presente è sempre dipendente dalla disponibilità e capienza dei server di Internet Archive, gestiti da una associazione non profit americana secondo lo spirito della libera iniziativa americana. Internet Archive che negli ultimi anni si è trovata coinvolta in cause legali e ultimamente anche massicci attacchi DDoS.
Di conseguenza la sua permanenza nel Cyberspazio con le sue pagine non è definitivamente assicurata ad oggi.



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